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Addio a detrazioni e deduzioni fiscali? La proposta di riforma degli sconti fiscali vorrebbe trasformare queste agevolazioni in sconti selettivi. Questa sembra essere, al momento, una delle priorità del Governo da inserire nella prossima Legge di Bilancio per ridimensionare la spesa al riguardo.

Ad annunciare la novità è stato lo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, spiegando che uno dei prossimi interventi potrebbe riguardare proprio i crediti fiscali. Mantenere stabili e sostenibili i conti pubblici, al momento, è fondamentale e dopo gli interventi che hanno ridimensionato notevolmente il superbonus, si vuol fare in modo che anche le agevolazioni fiscali non siano più automatiche.

Crediti fiscali troppo pesanti per i conti pubblici

Anche se l’inflazione, finalmente, sta scendendo, la crescita economica del Paese è in ribasso secondo il ministro Giorgetti che, però, si compiace dell’andamento dell’occupazione che ha portato a diminuire il tasso di disoccupazione.

La cosa che continua a preoccupare il ministro, come da sempre ha affermato, sono gli effetti devastanti che il superbonus ha e avrà sui conti pubblici. I crediti fiscali dei bonus edilizi (e non solo del superbonus) si trasformano in una detrazione che provoca un minor versamento di imposte trasformandosi, di concreto, in vero e proprio debito pubblico. E i crediti fiscali che si devono assorbire dagli anni di superbonus al 110% sono troppi.

Il Governo, al tempo stesso, ha bisogno di coperture per mantenere le promesse fatte ai cittadini cercando di prorogare la decontribuzione, che scade nel 2024, anche per il 2025. Inoltre servono fondi anche per il nuovo taglio dell’Irpef che il ministro Giorgetti ha annunciato per il 2025. Interventi che, ovviamente, servono alla maggior parte dei cittadini.

Volendo, allo stesso tempo, mantenere anche gli impegni presi per gli obiettivi per il debito pubblico nel 2025 e 2026, è chiaro che serve un intervento in ambito crediti edilizi.

La strada dell’addio alle detrazioni

Il ministro non ha parlato di una vera e propria stretta sui crediti fiscali, ma di nuovi interventi in merito per mantenere i conti pubblici sul buon percorso su cui sono stati diretti. Nel documento approvato dal Governo per il Def, inoltre, si fa un accenno a una sorta di riforma degli sconti fiscali per fare in modo che non siano automatici come adesso.

La parola d’ordine al momento è tenere sotto controllo il debito pubblico e, di conseguenza, risulta necessario razionalizzare la spesa. Quello che bisogna considerare è che in Italia ci sono talmente tante spese assoggettate a detrazioni e deduzioni che da anni i governi che si sono succeduti hanno provato a intervenire in materia senza successo.

Il primo passo verso il taglio delle detrazioni, in verità, già c’è stato con la Legge di Bilancio di quest’anno che ha introdotto una franchigia di 260 euro sulle detrazioni al 19% (con l’esclusione di quelle per le spese sanitarie) per chi ha redditi superiori a 50.000 euro. Un taglio che è una diretta conseguenza di quello realizzato nel 2020 che aveva introdotto riduzione delle detrazioni per redditi superiori a 120.000 euro fino all’azzeramento per redditi superiori a 240.000 euro.

Cosa pensa l’Upb sulle detrazioni?

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb) è un autorità che certifica le previsioni di governo e propone misure per razionalizzare la spesa rendendo il sistema più equo.

Secondo Upb quanto fatto fino a ora in ambito detrazioni non è sufficiente e si potrebbe fare meglio ricomprendendo nelle ipotesi di riforma anche le spese sanitarie (fino a ora sempre escluse). Ma la proposta che sembra essere quella risolutiva è di trasformare le agevolazioni fiscali in una sorta di “bonus fiscale” con durata limitata e rinnovabile nel tempo con altri interventi. Si riuscirà questa volta a intervenire al riguardo, visto che fino a ora nessuno ha mai voluto toccare questo tasto così sensibile per la popolazione?

 

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