Se hai intenzione di comprare una casa per abitarci o per investire, comprare casa all’asta può rivelarsi una delle opzioni migliori.

Abbiamo trovato delle favolose possibilità, con risparmi fino al 70%.

Abruzzo     Basilicata     Calabria      Campania      Emilia Romagna

Friuli Venezia Giulia       Lazio      Liguria    Lombardia      Marche

Molise     Piemonte     Puglia     Sardegna     Sicilia

         Toscana     Trentino Alto Adige      Umbria        Vall D’Aosta      Veneto

 

Utilizza la funzionalità di ricerca interna #finsubito.

Agevolazioni - Finanziamenti - Ricerca immobili

Puoi trovare una risposta alle tue domande.

 

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#adessonews
#finsubito post aste #finsubiro
#finsubitoaste
#finsubitoaste Abruzzo
#finsubitoaste Calabria
#finsubitoaste Campania
#finsubitoaste Emilia-Romagna
#finsubitoaste Friuli Venezia Giulia
#finsubitoaste Lazio
#finsubitoaste Liguria
#finsubitoaste Lombardia
#finsubitoaste Marche
#finsubitoaste Molise
#finsubitoaste Piemonte
#finsubitoaste Puglia
#finsubitoaste Sardegna
#finsubitoaste Sicilia
#finsubitoaste Toscana
#finsubitoaste Trentino Alto Adige
#finsubitoaste Umbria
#finsubitoaste Valle D'Aosta
#finsubitoaste Veneto
01_post Valle D'Aosta
01_post_Abruzzo
01_post_aste Emilia Romagna
01_post_aste Friuli Venezia Giulia
01_post_aste Liguria
01_post_aste Lombardia
01_post_aste Molise
01_post_aste Piemonte
01_post_aste Puglia
01_post_aste Toscana
01_post_aste Trentino Alto Adige
01_post_aste Umbria
01_post_aste Veneto
01_post_Lazio
01_post_Sardegna
01_post_Sicilia
01post_immobili_Campania
Agevolazioni
Agevolazioni #finsubito
News aste
o1_post_aste Marche
Post dalla rete
post_aste_calabria
Video aste Abruzzo
Video aste Emilia Romagna
Video aste Friuli Venezia Giulia
Video aste Lazio
Video aste Liguria
Video aste Lombardia
Video aste Marche
Video aste Molise
Video aste Puglia
Video aste Sardegna
Video aste Sicilia
Video aste Toscana
Video aste Trentino Alto Adige
Video aste Umbria
Video aste Veneto
Video dalla rete
video_aste_calabria
   

Prestiti personali immediati

Mutui e prestiti aziendali


Il dilemma finanziario che attanaglia il settore sanitario pubblico italiano è ritornato prepotentemente al centro dell’attenzione nei giorni recenti. Dopo la pubblicazione dell’ultima relazione della Corte dei Conti al Parlamento, il cui contenuto è stato ampiamente riportato sulle pagine dei giornali nei giorni scorsi, emerge chiaramente un fondo sanitario nazionale ridotto di oltre la metà rispetto a quello tedesco e appena superiore alla metà in confronto con la Francia. Questo dato ha dato il via a una vivace polemica politica tra il Governo, che con la Premier Meloni si vanta di aver stanziato un “record di 134 miliardi” per il fondo sanitario di quest’anno, e le opposizioni, le quali denunciano tagli continui al settore.

Si tratta di una problematica strutturale che emerge proprio alla vigilia della presentazione del Documento di Economia e Finanza, il quale però non dispone degli strumenti necessari per fornire una risposta adeguata. Questa questione trascende di gran lunga gli angusti confini della politica quotidiana e del dibattito ad essa associato. Si tratta di una questione che coinvolge un’intera stagione politica e tecnica caratterizzata da brevi mandati governativi, durante la quale deviazioni di bilancio, pensionamenti anticipati e bonus di vario genere hanno stretto i conti pubblici in una morsa sempre più stretta di spesa rigida, limitando di conseguenza i fondi disponibili per settori vitali come la sanità e l’istruzione.

Come spesso accade, sono i numeri a offrire una chiara visione in mezzo al caos delle polemiche, che possono essere più o meno influenzate dalla contingenza politica o economica. Da un lato, è innegabile che il finanziamento pubblico alla sanità sia cresciuto in termini assoluti con la recente manovra, che ha destinato 3 miliardi per quest’anno, 4 per il prossimo e 4,2 a partire dal 2026. Ciò porta il totale del finanziamento sanitario a superare i 136 miliardi quest’anno e a superare i 140 miliardi dal prossimo anno. Tuttavia, in ambito finanziario, i valori nominali hanno una rilevanza limitata, specialmente dopo il grave shock inflattivo degli ultimi decenni. Pertanto, il parametro più significativo è il rapporto con il PIL, che riflette la dimensione relativa del finanziamento rispetto all’economia nazionale.

In questo contesto, emerge una situazione complicata, soprattutto dopo i recenti aggiornamenti da parte dell’Istat, che ha rivisto al rialzo le dimensioni del PIL italiano. Attualmente, il finanziamento sanitario rappresenta circa il 6,27% del PIL, un livello che si manterrà stabile il prossimo anno prima di subire una leggera riduzione al 6,20% nel 2026. Questi sono i livelli più bassi registrati dal 2007 ad oggi. Per tornare al livello del 6,7% del PIL registrato nel 2022, come evidenziato dalla magistratura contabile, sarebbero necessari 9,2 miliardi quest’anno e 9,4 miliardi il prossimo anno. Numeri ancora più significativi sarebbero richiesti per raggiungere l’8% del PIL, livello considerato essenziale dagli scienziati: per raggiungerlo, servirebbero 32 miliardi quest’anno e 37,4 miliardi il prossimo anno. Tuttavia, queste cifre appaiono al di là delle possibilità considerando i vincoli attuali del bilancio pubblico.

Un altro fattore da considerare è l’inflazione, che ha eroso il valore reale dei finanziamenti nel corso degli anni. Nonostante l’aumento nominale del finanziamento sanitario, che segna un incremento dell’11,4% rispetto all’anno precedente, l’inflazione cumulata degli ultimi tre anni ha ridotto il sostegno pubblico al sistema sanitario nazionale del 2,2% in termini reali. Nonostante gli sforzi della recente legge di bilancio, che ha attenuato questa tendenza, non è stato avviato un processo sufficientemente robusto per far fronte all’invecchiamento della popolazione e alle nuove esigenze e tecnologie nel settore sanitario.

Ufficio Stampa Fsi-Usae




 

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Informativa sui diritti di autore

La legge sul diritto d’autore art. 70 consente l’utilizzazione libera del materiale laddove ricorrano determinate condizioni:  la citazione o riproduzione di brani o parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi qualora siano effettuati per uso di critica, discussione, insegnamento o ricerca scientifica entro i limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera citata o riprodotta.

Vuoi richiedere la rimozione dell’articolo?

Clicca qui

 

 

 

Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui

La rete #dessonews è un aggregatore di news e replica gli articoli senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento,

come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione Italiana. Al termine di ciascun articolo è indicata la provenienza dell’articolo.

Il presente sito contiene link ad altri siti Internet, che non sono sotto il controllo di #adessonews; la pubblicazione dei suddetti link sul presente sito non comporta l’approvazione o l’avallo da parte di #adessonews dei relativi siti e dei loro contenuti; né implica alcuna forma di garanzia da parte di quest’ultima.

L’utente, quindi, riconosce che #adessonews non è responsabile, a titolo meramente esemplificativo, della veridicità, correttezza, completezza, del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e/o industriale, della legalità e/o di alcun altro aspetto dei suddetti siti Internet, né risponde della loro eventuale contrarietà all’ordine pubblico, al buon costume e/o comunque alla morale. #adessonews, pertanto, non si assume alcuna responsabilità per i link ad altri siti Internet e/o per i contenuti presenti sul sito e/o nei suddetti siti.

Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui