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I liberi professionisti con partita IVA possono richiedere un mutuo l’acquisto della prima casa a patto che vengano soddisfatti degli specifici requisiti e possano essere fornite delle apposite garanzie. Infatti, rispetto a quanto accade per chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, soprattutto se nel Pubblico, ottenere un mutuo con partita IVA può essere più complesso dal momento che la professione può essere soggetta a fluttuazioni che potrebbero portare il richiedente a non poter corrispondere la rata concordata.

Esistono specifiche differenti per i giovani, in particolare gli under 36 con partita IVA, che desiderano accendere un mutuo e sono in condizione di poter rispettare tutti i requisiti previsti.

Cosa considerare prima di fare la richiesta di mutuo con partita IVA

Ad oggi, essere in possesso di una partita IVA non costituisce più un ostacolo per poter ottenere un mutuo, a condizione che si possano rispettare i requisiti previsti dai principali Istituti di credito. Tuttavia, è opportuno fare le proprie attente considerazioni, prima di tutto valutando la tipologia di immobile: si ricorda infatti che le banche sono più propense a cedere un mutuo per l’acquisto di un’immobile residenziale, piuttosto che per uno che verrà adibito ad un locale o ufficio.

In secondo luogo, è fondamentale considerare la rata del mutuo che si può sostenere: in questo caso si può accedere al simulatore online del mutuo e ottenere una stima precisa di quanto si potrebbe richiedere in banca. Inoltre, è opportuno tenere presente il differente scenario tra:

  • mutuo per case in costruzione: questo tipo di mutuo è spesso erogato in tranche, a seconda dello stato di avanzamento dei lavori. Per i titolari di partita IVA, è importante dimostrare una solidità finanziaria ancora maggiore, data la natura progressiva del finanziamento e i rischi connessi all’edilizia. Le banche potrebbero richiedere documentazione dettagliata sulla stabilità economica dell’attività e garanzie supplementari per mitigare i rischi di mancati pagamenti durante il periodo di costruzione;
  • mutuo per la prima casa: l’acquisto della prima casa usufruisce generalmente di condizioni favorevoli e agevolazioni fiscali;
  • mutuo per la seconda casa: acquistare una seconda casa implica condizioni di mutuo meno agevolate rispetto alla prima casa, con tassi di interesse generalmente più elevati e minori detrazioni fiscali. Per i titolari di partita IVA, ottenere un mutuo per la seconda casa può richiedere ulteriori dimostrazioni di solvibilità finanziaria e la disponibilità di maggiori garanzie, data la percezione di un rischio più alto da parte degli istituti di credito.

Come avere un mutuo con partita IVA?

Ottenere un mutuo con partita IVA può rappresentare una sfida, soprattutto se si ha una partita IVA e si aderisce al regime forfettario, poiché le banche e gli istituti di credito richiedono garanzie affidabili sulla stabilità dei redditi dei richiedenti autonomi. Dal punto di vista legale, il richiedente deve essere cittadino italiano o dell’Unione Europea e deve avere residenza o domicilio fiscale in Italia; è inoltre necessario aver compiuto almeno 18 anni di età.

Sul fronte economico e reddituale, è fondamentale dimostrare la propria capacità finanziaria: questo implica la possibilità di presentare le ultime due dichiarazioni dei redditi che attestino la continuità e la solidità del reddito generato dall’attività lavorativa autonoma. Un aspetto cruciale è la capacità di mostrare l’assenza di debiti pendenti, nonché la disponibilità a versare almeno il 20% del valore dell’immobile come anticipo sul mutuo. In questo caso poter accedere al simulatore di mutuo online permette di avere un’idea concreta di quanto potrebbe essere l’importo da corrispondere.

Per accrescere la fiducia del creditore, il titolare di Partita IVA deve evidenziare un flusso costante di entrate, dimostrando così la stabilità della propria attività economica anche in un contesto di potenziale incertezza. È quindi importante presentare documentazione che illustri non solo la stabilità, ma anche la salute finanziaria dell’attività svolta, evidenziando un ingresso di liquidità sostenibile nel tempo.

Come ottenere un mutuo senza busta paga?

Il lavoratore autonomo con partita IVA può ottenere un mutuo senza busta paga dal momento che questo documento viene rilasciato ai lavoratori dipendenti ed è uno dei principali strumenti che questa categoria di collaboratori deve presentare insieme alla domanda.

Al posto della busta paga, però, deve essere fornita una cospicua documentazione che abbia lo scopo di rassicurare l’istituto di credito che il soggetto è capace di provvedere al saldo della rata del mutuo e a sostenere, nel lungo periodo, la richiesta di denaro che viene fatta. Tra i documenti da presentare ci sono:

  • dichiarazioni dei redditi (Modello Redditi PF, ex Unico) di almeno gli ultimi 2 anni:
  • estratti conto bancari;
  • estratto della Camera di Commercio Industria e Artigianato;
  • eventuale iscrizione all’albo dei professionisti;
  • documenti anagrafici, incluso il certificato di stato civile oppure estratto dell’atto di matrimonio;
  • copia del bilancio societario dell’anno precedente quello in cui viene fatta la domanda di mutuo;
  • documentazione relativa all’immobile

Una volta che vengono forniti questi documenti alla banca bisogna attendere che l’Istituto fornisca un parere di fattibilità sulla possibilità di concessione del mutuo.

Le garanzie per il mutuo con partita IVA

Le garanzie richieste dalle banche per concedere un mutuo a chi possiede partita IVA variano a seconda dell’istituto di credito e della tipologia di mutuo. Le più comuni includono la fideiussione: questa garanzia esterna personale viene fornita da un terzo, il quale si impegna a rimborsare il debito nel caso in cui il mutuatario non adempia ai propri obblighi finanziari.

Inoltre, benché meno comune per i titolari di partita IVA, questa garanzia prevede la trattenuta diretta di una parte dello stipendio (fino a un quinto) che viene versata direttamente alla banca come rimborso del mutuo.

In alcuni casi, le banche possono richiedere la stipula di una polizza vita o contro il rischio di invalidità per proteggersi da eventuali rischi di mancato pagamento dovuti a morte o invalidità del mutuatario.

Le condizioni di accesso al credito per i possessori di partita IVA possono essere più rigide rispetto ai lavoratori dipendenti; pertanto, è cruciale analizzare e confrontare le offerte di differenti istituti di credito e valutare attentamente la fattibilità del mutuo prima di procedere con la richiesta.

Le agevolazioni del mutuo under 36

Per supportare l’autonomia abitativa è stata introdotta l’agevolazione prima casa under 36. La legge di conversione del decreto-legge n. 215/2023, divenuta legge n. 18/2024, entrata in vigore il 29 febbraio 2024, ha introdotto importanti novità riguardo le agevolazioni per l’acquisto della prima casa di abitazione. In particolare, tale normativa prevede che le agevolazioni possano essere richieste anche per gli acquisti in cui il contratto preliminare sia stato sottoscritto e registrato entro il 31 dicembre 2023. È fondamentale, tuttavia, che l’atto definitivo di acquisto, inclusi i trasferimenti di proprietà effettuati dalle cooperative edilizie ai loro soci, venga stipulato entro il 31 dicembre 2024.

Questa disposizione offre un’ampia finestra temporale per beneficiare delle agevolazioni fiscali, permettendo così ai soggetti interessati di organizzare con maggiore flessibilità l’acquisto della loro abitazione principale.

 

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